Circolare del Ministero della Salute sulla possibilità per il consumatore di utilizzare sacchetti propri per l'imbustamento di prodotti alimentari per cui è previsto l'utilizzo di sacchetti compostabili ultraleggeri
 
 questa news interessa TUTTI GLI ALIMENTARISTI
 

Con Circolare del 27 aprile 2018 il Ministero della Salute fornisce chiarimenti in merito alle nuove disposizioni sulla produzione e commercializzazione dei sacchetti per alimenti disponibili a libero servizio, introdotte dall'articolo 226-ter del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

Tenendo conto del pronunciamento del Consiglio di Stato, che in data 4 aprile si era espresso rilevando che la risposta ai quesiti deve essere rispettosa dello scopo che il legislatore si è prefisso, attraverso l’introduzione della misura che prevede la necessaria onerosità delle borse di plastica in materiale ultraleggero, e deve essere altresì coerente con lo strumento che il legislatore ha voluto utilizzare per il raggiungimento di tale scopo; infine, non possono non trascurarsi le accennate implicazioni in tema di sicurezza e igiene dei prodotti e la connessa imprescindibile responsabilità dell’esercizio commerciale.

Il Ministero ammette pertanto la possibilità di utilizzare – al posto delle borse ultraleggere messe a disposizione, a pagamento, nell'esercizio commerciale – contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quale frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore.

Ogni involucro utilizzato deve però risultare idoneo all'imballaggio degli alimenti, e i materiali che sono destinati al contatto con gli alimenti devono essere conformi alla normativa vigente che regola il settore. Pertanto qualora il consumatore non intenda acquistare il sacchetto ultraleggero commercializzato dall'esercizio commerciale per l’acquisto di frutta e verdura sfusa, può utilizzare sacchetti autonomamente reperiti solo se comunque idonei a preservare l’integrità della merce e rispondenti alle caratteristiche di legge.
A questo proposito la Circolare specifica che deve trattarsi di sacchetti monouso (quindi, non riutilizzabili), nuovi (quindi, non utilizzati in precedenza), integri, acquistati al di fuori degli esercizi commerciali, conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti e aventi le caratteristiche “ambientali” analogamente a quelli messi a disposizione dall'esercizio commerciale (biodegradabilità, compostabilità)

In conclusione quindi, sebbene gli operatori del settore alimentare non possano in linea generale impedire o vietare la facoltà di utilizzo di propri sacchetti da parte del consumatore, nel rispetto della normativa in tema di igiene e sicurezza alimentare l’esercizio commerciale, in quanto soggetto che deve garantire l’integrità dei prodotti ceduti dallo stesso, può vietare l’utilizzo di contenitori autonomamente reperiti dal consumatore qualora trattasi di sacchetti non conformi alle caratteristiche sopra riportate

Aspetto non secondario, il Ministero interviene anche sulle possibili criticità connesse alla diversità di peso dei “contenitori alternativi” alle buste in plastica acquistati dal consumatore, che impedirebbe un’esatta pesatura del prodotto alimentare. Le bilance in uso negli esercizi commerciali, infatti, sono tarate in modo da sottrarre dal peso di frutta e verdura la tara del sacchetto messo a disposizione del cliente (4-6 gr. circa). L’uso dei “contenitori alternativi” acquistati al di fuori degli esercizi commerciali potrebbe quindi impedirebbe il calcolo corretto della tara. Su tali possibili criticità la Circolare chiama in causa il Ministero dello sviluppo economico, che dovrà esprimersi nel merito in maniera vincolante, e il cui pronunciamento potrà quindi essere passibile di modifiche all'applicazione della Circolare in questione.

Di seguito puoi scaricare l'avviso alla clientela da affiggere in negozio, oppure ritirarlo plastificato negli uffici Affari Generali delle sedi Confesercenti della Provincia di Ravenna


 SCARICA LA CIRCOLARE MINISTERIALE COMPLETA

 SCARICA IL CARTELLO DI AVVISO DA AFFIGGERE IN NEGOZIO!

  VADEMECUM SULLE CARATTERISTICHE DELLE BUSTE PER IL TRASPORTO DELLE MERCI (SHOPPERS)SCARICA la nostra nota informativa alla luce delle alle nuove disposizioni sulla produzione e commercializzazione dei sacchetti per alimenti disponibili a libero servizio, introdotte dall'articolo 226-ter del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

Indicazione della sede dello stabilimento di produzione sugli alimenti preimballati 
 
 questa news interessa principalmente i PRODUTTORI DI PRODOTTI PREIMBALLATI
 

Dal 5 aprile 2018 sono applicabili le norme di cui al D. Lgs. 15 settembre 2017, n. 145, “Disciplina dell'indicazione obbligatoria nell'etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, ai sensi dell'art. 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 - Legge di delegazione europea 2015”.

Ai sensi del Regolamento 25.10.2011, n. 1169/2011/UE, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, non sarebbe obbligatoria nel nostro Paese l’indicazione, nelle etichette apposte sugli alimenti preimballati, riportare l’indicazione dello stabilimento di produzione, originariamente obbligatoria in Italia ai sensi dell’art. 3 del D. Lgs. n. 109/92.

Tuttavia, il Governo, approvando il D. Lgs. n. 145/2017, ha reintrodotto tale obbligo, prevedendo che i prodotti alimentari preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività devono riportare sul preimballaggio o su un'etichetta ad esso apposta l'indicazione della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento.

Gli alimenti immessi sul mercato o etichettati in difformità dal decreto entro il 5 aprile 2018 possono essere commercializzati fino all'esaurimento delle scorte.
Dunque, non vi sono problemi per i commercianti al dettaglio che detengano per la vendita prodotti preimballati mancanti dell’indicazione dello stabilimento di produzione o confezionamento, qualora possano provare di averli acquistati prima del 5 aprile 2018.

Inoltre, il grossista che acquisti prodotti dal produttore sarà sempre in grado di risalire alla data dell'acquisto per ciascuna fornitura: tale data costituisce la data di immissione sul mercato del prodotto. Lo steso grossista potrà quindi riferire tale data al rivenditore al dettaglio che da lui si approvvigiona, garantendo che i prodotti che non risultano soddisfare le disposizioni obbligatorie sono stati immessi in commercio prima del 5 aprile 2018, anche se sono stati da lui immagazzinati da tempo e venduti allo spirare del termine previsto dalla norma.

È comunque un diritto del rivenditore avere ampia assicurazione in tal senso e contestualmente interesse del grossista/intermediario fornirne l'attestazione, in quanto diversamente vedrebbe invenduta la sua merce.

 
SCARICA L'INFORMATIVA COMPLETA

  ALIMENTI PREIMBALLATI: unità di vendita destinate a essere presentate come tali al consumatore finale e alle collettività, costituite da un alimento e dall'imballaggio in cui è stato confezionato prima di essere messo in vendita, avvolte interamente o in parte da tale imballaggio, ma comunque in modo tale che il contenuto non possa essere alterato senza aprire o cambiare l'imballaggio

Aggiornamento normativo Marzo-Aprile
 
  • PRODUZIONE AGRICOLA E AGROALIMENTARE BIOLOGICA
  • MENSE SCOLASTICHE BIOLOGICHE
  • ALIMENTI CONGELATI E SURGELATI
  • ETICHETTATURA: LE DICITURE "FREE-FROM FOODS" (ad es. “senza olio di palma”)
  • LA PUBBLICITÀ OCCULTA NEI SOCIAL
Proposta di partecipazione alla Fiera Internazionale di Guangdong, 25-28 ottobre 2018
 

Confesercenti Roma per l’internazionalizzazione porta le eccellenze agroalimentari del Made in Italy dal 25 al 28 ottobre in Cina per la fiera Internazionale Maritime Silk Road

Confesercenti Roma per l’Internazionalizzazione, con il sostegno di Fiesa Nazionale, ed una delegazione del governo cinese del Guangdong hanno siglato un accordo di esclusiva per il Padiglione Italia alla fiera internazionale Maritime Silk Road che si terrà ad ottobre nella città di Dongguan – Guangdong in Cina.

Confesercenti Roma per l'internazionalizzazione sarà lieta di presentare ai propri associati questa importante opportunità che riguarda le aziende produttrici operanti nei settori di eccellenza del Made in Italy con particolare attenzione ad agroalimentare e turismo.

Grazie ad una partnership con la società incaricata dal governo Cinese per gestire l'organizzazione del padiglione Italia (Punto Zero International), Confesercenti per l'Internazionalizzazione ha ottenuto per le sue imprese associate la disponibilità di 50 stands per la 5^ edizione del 21° Century Maritime Silk Road International Expo che si terra a Dongguan - Guangdong Cina dal 25 al 28 ottobre 2018.

Alle imprese partecipanti, oltre allo stand, saranno resi gratuitamente anche il servizio accompagnamento da e per aeroporto/fiera/albergo, il pernottamento in hotel 4 stelle per tutta la durata della fiera e il servizio di interpretariato cinese/inglese.

La partecipazione alla fiera internazionale 21st Century Maritime Silk Road International (MSR) Expo di Dongguan sarà un’opportunità per le imprese italiane per avviare, incrementare e consolidare gli scambi commerciali con la Cina e nel Guangdong, la provincia più ricca del Paese.

L’ultima esposizione ha attirato più di 1400 espositori di cui il 70% stranieri, più di 100 mila visitatori, oltre 20 mila buyers, e si è confermata profittevole per l’80% degli espositori.

La partecipazione è riservata alle imprese associate o che intendono associarsi a Confesercenti. Le aziende interessate dei settori agroalimentare e turismo potranno candidarsi compilando il modulo di registrazione allegato e restituendolo via mail all'indirizzo provinciale.ravenna@sicot.it o via fax al numero 0544 408188.

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