COMUNICATI STAMPA 

 

 

IPOTESI DI PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

NORME DI CONTRASTO AL COMMERCIO ABUSIVO

SU AREE PUBBLICHE

 

Art. 1 - Oggetto

1. La presente legge stabilisce le norme alle quali i Comuni devono attenersi nell’esercizio delle funzioni amministrative concernenti il commercio abusivo sulle aree pubbliche e l’occupazione abusiva di aree pubbliche.

 
Art. 2 - Finalità

1. La Regione, ai sensi della Legge costituzionale n. 3/2001, del D.Lgs. n. 114/1998 e della L.R. n. 12/1999, persegue le seguenti finalità:

a)     garantire il regolare svolgimento dell’attività commerciale su aree pubbliche nel territorio regionale;

b)     reprimere il commercio abusivo su aree pubbliche, fenomeno che altera le regole della concorrenza, amplifica gli effetti dell’economia sommersa e danneggia gli operatori che esercitano l’attività nel rispetto della legge.

 

Art. 3 - Definizione di area pubblica

1. Per aree pubbliche si intendono le strade, i canali, le piazze, incluse le aree di proprietà privata gravate da servitù di pubblico passaggio, ed ogni altra area di qualunque natura destinata ad uso pubblico, comprese quelle del demanio marittimo.

2. Sono in particolare considerate aree pubbliche, ai fini dell’applicazione della presente legge, le aree del demanio marittimo comprese fra la linea del mare e l’area data in concessione a soggetti terzi.

 

Art. 4 – Definizioni di commercio abusivo su aree pubbliche  e occupazione abusiva di aree pubbliche

1.                Sono considerate commercio abusivo la vendita, la detenzione per la vendita e la somministrazione di alimenti e bevande sulle aree pubbliche, così come definite all’art. 3, da parte di soggetti non in possesso delle autorizzazioni commerciali prescritte ai sensi dell’art.28 del D.Lgs. n.114/98 e degli articoli 2 e 3 della legge regionale n.12/99. E’ considerata abusiva, altresì, l’attività di commercio su aree pubbliche esercitata da chi, nei termini prescritti, non abbia presentato domanda di iscrizione al Registro delle imprese, di cui all’art.8 della legge n.580/93, né abbia fatto la dichiarazione prescritta per l’attribuzione del numero di partita I.V.A., ai sensi dell’art.35 del DPR n.633/72.

2.                In particolare, con riferimento alla mancanza dell’autorizzazione commerciale, è considerato commercio abusivo l’attività di vendita e/o somministrazione sulle aree pubbliche:

a)      su posteggio senza l’autorizzazione di cui all’art.28, comma 1, lett.a), del D.Lgs. n.114/98;

b)    in forma itinerante senza averne diritto ai sensi dell’art.28, comma 3, del D.Lgs. n.114/98, o senza l’autorizzazione di cui all’art.28, comma 1, lett.b) dello stesso decreto;

c)      sulle aree demaniali marittime o in aeroporti, stazioni o autostrade senza l’autorizzazione o il permesso, rispettivamente, delle autorità marittime e dei proprietari o gestori delle aree medesime.

3.  E’ considerata occupazione abusiva di aree pubbliche, ai fini della presente legge, l’occupazione delle aree di cui all’art.3 da parte di soggetto che, sebbene autorizzato all’esercizio del commercio su aree pubbliche,  violi le disposizioni comunali inerenti la concessione del suolo pubblico o la disciplina delle aree aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale nelle quali l’esercizio del commercio è vietato ai fini della salvaguardia delle aree predette.

4. Ai fini della cessazione delle attività commerciali abusive il Comune e le altre Autorità preposte procedono ai sensi dell’art. 7.

 

Art. 5 - Commissione regionale e Commissioni provinciali sull’abusivismo

1. Con delibera della Giunta regionale è istituita la Commissione Consultiva regionale sull’abusivismo, composta da rappresentanti delle Organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese del commercio e del turismo a livello regionale, degli Enti locali  e dell’ Autorità di Pubblica Sicurezza, di Unioncamere regionale e dall’Assessore regionale al commercio e turismo o suo delegato, che la presiede.

2. La Commissione ha i seguenti compiti:

a)     verifica e monitoraggio dei dati di consistenza del commercio abusivo, con particolare attenzione alle aree demaniali della costa e ai centri urbani della Regione;

b)     analisi e studio del commercio abusivo sia nella fase della vendita al dettaglio e della somministrazione di alimenti e bevande che in quella della organizzazione distributiva e logistica;

c)      individuazione di strumenti di lotta al fenomeno dell’abusivismo;

d)     verifica sull’efficacia e sui risultati degli strumenti di lotta e delle azioni intraprese per combattere il fenomeno.

3. Analoga Commissione è istituita a livello provinciale; essa è composta da rappresentanti delle Organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese del commercio e turismo a livello provinciale, degli Enti locali, dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, della Camera di Commercio ed è presieduta da un rappresentante dell’Amministrazione provinciale.

 

Art. 6 – Informazione al consumatore

1. La Regione, allo scopo di fornire un’adeguata informazione ai consumatori sui danni economici e sociali provocati dall’abusivismo e dalle pratiche commerciali illegali, promuove una campagna di comunicazione per l’educazione alla legalità, tesa a prevenire la pratica degli acquisti presso venditori non autorizzati.

 

Art. 7 – Sanzioni

1. A coloro che esercitano il commercio senza la prescritta autorizzazione, e dunque in forma abusiva, ai sensi dell’art.4, commi 1 e 2, si applicano le sanzioni amministrative previste all’art. 29, comma 1, del D.Lgs. 114/1998 e la contestuale confisca delle attrezzature e delle merci.

2. Nei casi di violazione di cui al comma 1 l’agente o l’ufficiale accertatore procede al sequestro cautelare delle merci e delle attrezzature e trasmette immediatamente il verbale di accertamento e di sequestro all’autorità competente, consegnandone copia al trasgressore, se presente. Il verbale di accertamento può essere redatto in forma breve con indicazione sommaria delle tipologie di prodotti e per il sequestro può essere utilizzata una procedura semplificata.

3.                L’Autorità competente emana il provvedimento di confisca entro ventiquattro ore dal ricevimento del verbale.

4.                Le merci confiscate ai sensi del comma 3, qualora contraffatte, devono essere distrutte entro quarantotto ore dalla confisca, a spese del Comune nel quale ha avuto luogo la violazione, che si rivale sul trasgressore, salvo la conservazione di un campione della merce stessa per fini giudiziari.

5.                   Non si procede a confisca delle cose sequestrate o a distruzione delle cose confiscate se l’interessato, in via d’urgenza, previa audizione personale richiesta senza formalità, anche verbalmente, dimostri al competente ufficio che l’attività commerciale era oggetto di autorizzazione. In tal caso le merci sono restituite, salvi gli effetti di eventuale sequestro penale in caso di contestazione relativa al reato di cui all’art.474 c.p.

6.                Le merci non contraffatte e le eventuali attrezzature confiscate ai sensi del comma 3, di cui il trasgressore non sia in grado di dimostrare la provenienza mediante idonea documentazione, vengono custodite presso la depositeria comunale o altro magazzino allo scopo autorizzato e dell’atto di deposito è dato immediato avviso nell’albo pretorio del Comune; qualora entro quindici giorni dalla pubblicazione dell’avviso nell’albo pretorio i beni non vengano reclamati dagli eventuali legittimi proprietari, il Comune procede alla loro distruzione o, nel caso di consistente valore economico, alla vendita degli stessi tramite asta pubblica.

7. I generi alimentari confiscati, se mantenuti in confezione integra, non in scadenza, prodotti e conservati nel rispetto della normativa riguardante l’igiene degli alimenti, sono devoluti a organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n.460.

8.                Le merci abbandonate su area pubblica da un commerciante abusivo nell’ambito di un controllo e sequestrate dall’agente o ufficiale accertatore, qualora non reclamate dal soggetto proprietario, entro 24 ore dalla confisca, devono essere confiscate e distrutte, anche se non contraffatte, con le procedure di cui ai precedenti commi 3 e 4, fatto salvo quanto previsto dal comma 7.

9.                Chiunque occupi abusivamente il suolo pubblico, ai sensi dell’art.4, comma 3, è soggetto alle sanzioni amministrative previste all’art. 29, comma 2, del D.Lgs. 114/1998. In caso di recidiva, e cioè qualora sia commessa la stessa violazione per due volte in un anno, anche se si è proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione, oltre alla sospensione dell’attività di vendita per un periodo non superiore a venti giorni, sono disposti il sequestro e la confisca delle merci, secondo le procedure di cui ai commi 2 e 3.

10.           L’Autorità competente ad applicare le sanzioni è il Sindaco del Comune nel quale hanno avuto luogo le violazioni od altro soggetto individuato in base all’ordinamento dell’Ente locale.

 

Art. 8 – Sanzioni per produttori e distributori

1. A chiunque produca o distribuisca in forma organizzata nel territorio della Regione Emilia-Romagna merci che, in base a riscontri oggettivi, quali la mancanza di titoli autorizzatori, l’omessa iscrizione nel Registro delle imprese, l’irregolare tenuta della documentazione fiscale e/o altri elementi comunque atti a dimostrare l’illiceità dell’attività esercitata, risultino destinate ai canali di commercializzazione abusiva, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 20.000 a euro 100.000, oltre la confisca delle attrezzature e la confisca e distruzione della merce.

2. L’Autorità competente ad applicare le sanzioni di cui al comma 1 è il Sindaco del Comune nel quale hanno avuto luogo le violazioni od altro soggetto individuato in base all’ordinamento dell’Ente locale.

 

Art. 9 – Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.