COMUNICATI STAMPA 

 

Canoni demaniali: giorni decisivi per la categoria

La Fiba scrive al Presidente del Consiglio

 

In questi giorni, dove sono si sono aggiunte le preoccupazioni dovute alle mareggiate, è iniziata in aula alla Camera la discussione degli emendamenti sulla manovra Finanziaria 2004.

La F.I.BA. (il Sindacato dei balneari della Confesercenti) dopo aver incontrato anche unitariamente numerosi parlamentari, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, On.le Silvio Berlusconi sull’attuale problema dell’aumento dei canoni demaniali.

Da parte di moltissimi deputati di diverso orientamento politico incontrati recentemente è stata assicurata, ancora una volta, la volontà e la disponibilità a trovare soluzioni alternative all’aumento del 300% previsto dal decreto legge n. 269. L’iniziativa sindacale prosegue in questi giorni affinché dalla discussione emerga un risultato positivo per la categoria.

Nella lettera la Fiba evidenzia come un aumento così spropositato dei canoni demaniali, infatti, non solo metterà in ginocchio un’intera categoria imprenditoriale, già fortemente penalizzata dalle numerose e pesanti tasse, dirette e indirette, che da sempre vengono versate nelle Casse dello Stato, ma rischia anche di incidere pesantemente sul turismo balneare italiano, vero polmone vitale dell’economia nazionale.

Fin dalla pubblicazione del Decreto Legge 30 settembre 2003 n°269, che all’art.32 riportava tale provvedimento, la categoria ha cercato con ogni mezzo di scongiurare il peggio: ha portato davanti al Senato della Repubblica la protesta di più di 5.000 operatori balneari e ha dato parallelamente il via ad una grossa azione politica, presentando e chiarendo la propria posizione al tavolo di illustri personalità di tutto  il panorama  politico  italiano: il  Ministro per  le  Politiche  Agricole On.le Gianni Alemanno, il Ministro per i rapporti con il Parlamento On.le Carlo Giovanardi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On. Gianni Letta, i Senatori Grillo, Schifani, Nania, Moro, Angius, D’Onofrio, Bordon, Del Turco, Bontempi, Pace, Barelli, gli Onorevoli Volontè, Baccini, Buontempo, Bornacin, Carli, Conte, Marini, Arnoldi, Gambini, e molti altri ancora (a Ravenna con gli on. Preda e Albonetti).

Non vorremmo arrivare a formule di autoriduzione che potrebbero mettere in crisi l’economia del Paese ed a rischio la continuità stessa delle nostre attività. Un’ipotesi che, però, rischia di diventare realtà nel caso in cui la Camera dei Deputati decidesse di proseguire la linea dell’aumento indiscriminato dei canoni.

Tutta la categoria degli imprenditori balneari, che da sempre ha creduto nel libero mercato, si augura che questo Governo possa ritornare sui propri passi, cercando di analizzare in maniera più approfondita la questione dei canoni demaniali. Occorre soprattutto comprendere come  l’emendamento attualmente all’attenzione della Camera sia condivisibile rispetto al testo iniziale. Naturalmente siamo, come sempre, pronti a discuterlo nuovamente insieme, a confrontarci ancora una volta ad un tavolo tecnico per dare ordine ad una matassa che ha bisogno necessariamente di sciogliersi per la prosperità, lo sviluppo e la competitività del nostro Paese.