COMUNICATI STAMPA 

 

Lavoro nel turismo: 2 notizie importanti

In queste prime settimane dell’anno nell’ambito delle iniziative prodotte anche dalla nostra Associazione dobbiamo registrare due importanti risultati sul versante del lavoro dipendente nel settore del turismo.

 La prima riguarda gli apprendisti che, finora, non potevano essere utilizzati nelle ore notturne (dalle 22,00 in poi), con danno evidente per le attività di pubblico esercizio che, d’estate, con l’ora legale e con le abitudini della clientela, vedono concentrarsi il lavoro soprattutto la sera.

Recependo una direttiva comunitaria, la legislazione è stata modificata, nei giorni scorsi, rendendo parzialmente giustizia (almeno per quanto riguarda i lavoratori maggiorenni) alle attività sopraddette; infatti l’articolato della nuova legge recita ora così: “E’ in ogni caso vietato il lavoro fra le 22,00 2 le 6.00, ad eccezione di quello svolto dagli apprendisti di età superiore ai 18 anni nell’ambito delle aziende di panificazione e di pasticceria, delle aziende del comparto turistico e dei pubblici esercizi.”

La seconda notizia riguarda il contingente dei lavoratori extracomunitari che, ogni anno, tiene col fiato sospeso gli operatori fino a stagione avanzata. La “Bossi-Fini” non ha cambiato il meccanismo in quanto è comunque necessario un decreto che, di anno in anno, fissi tali quote.

La novità di queste settimane è che, a differenza degli scorsi anno, il decreto 2003 è già stato emanato e prevede, per la nostra Regione, una quota interessante pari a 7.400 lavoratori (corrispondente quasi all’intero contingente assegnato nel 2002). Ora si apre la delicata fase, a livello regionale, dell’assegnazione di tale contingente alle Province. Sembra che, quest’anno, vi sia una forte pressione anche da parte di altre province che potrebbe andare a discapito della nostra.

 Per assumere un orientamento omogeneo la Confesercenti aveva richiesto la convocazione di un incontro all’Ufficio Regionale Del Lavoro, incontro convocato per i prossimi giorni.

 Auspichiamo che venga riconosciuta alla provincia di Ravenna il ruolo di apripista che ha sempre avuto in questo settore. In particolare, speriamo che si segua lo stesso criterio numerico che ha portato gli Uffici del Lavoro a determinare il fabbisogno che è alla base del decreto, cioè il monitoraggio sulle richieste che vede la nostra provincia al primo posto con oltre 2.200 domande; sarebbe un giusto riconoscimento agli operatori che hanno un grosso problema di completamento degli organici e che intendono muoversi nel pieno rispetto della legge.

La Confesercenti, da sempre attiva e presente su tale problematica, sta seguendo tale iter ed è in grado di assistere le aziende con tempestività e competenza.

 

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