COMUNICATI STAMPA 

 

 

Benzina:  occorre defiscalizzare tutti i nuovi aumenti. La categoria allarmata per la salita dei prezzi

 "I prezzi dei carburanti hanno subito un'impennata preoccupante, solo in parte giustificata dalle tensioni sul greggio, che desta preoccupazioni nella categoria dei gestori dei distributori". E' quanto afferma il responsabile provinciale della Faib-Confesercenti Gino Bolognesi, che lamenta l'aumento della accisa ad inizio anno e l'addizionale sui prezzi decisa da alcune Regioni come la Campania e propone di defiscalizzare tutti i nuovi aumenti dei carburanti.

 "Preoccupa il forte aumento dei prezzi, anche in rapporto al forte calo delle vendite di carburanti registrate sui punti vendita della rete stradale ed autostradale a gennaio e febbraio. Il prezzo della benzina - sottolinea Bolognesi - ha già sfondato gli € 1,100, oltre le vecchie 2.100 lire al litro ed il pericolo è che cresca ancora".

 Negli ultimi venti giorni ci sono già stati ben quattro aumenti alla pompa, giustificati solo in parte dalla situazione del Venezuela e dall'annunciato taglio produttivo dell' Opec.

 "La motivazione di tali aumenti non può essere dalla lieve flessione di questi ultimi giorni dell'Euro verso il Dollaro, visto che nei mesi precedenti la rivalutazione del 20% della moneta Europea ha avuto scarsissimi riflessi sul prezzo finale al consumo.

 I gestori non c’entrano, anzi i loro margini si sono sempre più assottigliati e continuano ad essere esattori per conto dello Stato. In Italia – è bene sottolinearlo - il prezzo al consumo dei carburanti è costituito dal 70% da accisa ed IVA, dal 16% da costi industriali e solo dal 14% dal costo del greggio e quindi dal cambio Euro Dollaro".

 "Appare a tutti evidente l'anomalia del rapido aumento il prezzo all'aumento del greggio e del dollaro e la sua lenta discesa nelle condizioni opposte. Occorre intervenire in maniera strutturale sulla componente fiscale dei prezzi dei prodotti, conclude Bolognesi, andando ad una rapida riduzione dell'accise, aumentata a gennaio per coprire il costo del rinnovo contrattuale del trasporto pubblico, e procedere alla defiscalizzazione temporanea dell'IVA (20%) sui nuovi aumenti, per contenere una spirale che genera una forte flessione nei consumi ed un una forte accelerata all'inflazione, pari allo 0,1 su base annuale".