COMUNICATI STAMPA 

 

 

CANONI DEMANIALI:      IN ASSENZA DI RISPOSTE DAL GOVERNO PROPONIAMO UNA NUOVA FORTE E UNITARIA AZIONE DI PROTESTA DELLA CATEGOPRIA

dichiarazione di Mauro Sansavini (Presidente Regionale FIBA-CONFESERCENTI)

 

  “A trenta giorni dalla scadenza non vi è ancora alcuna proposta di decreto interministeriale (tra i ministeri di Tremonti e Lunardi) e quindi si avvicina pericolosamente per gli stabilimenti balneari il rischio della quadruplicazione degli attuali canoni demaniali, automatica se non viene approvato un decreto entro il 30 giugno.

 Nonostante gli innumerevoli incontri, le iniziative condotte, gli impegni assunti, nonostante le audizioni promosse dalla Commissione Finanze della Camera (con Associazioni, Regioni e Comuni), nonostante le proposte responsabili presentate per cercare soluzioni condivise, dai Ministeri e dal Governo invece ancora nulla.

 La FIBA, che pure aveva presentato una propria proposta di gettito, ha dato la propria disponibilità a rinviare ogni decisione per formulare una rivalutazione dei canoni attraverso un tavolo di lavoro congiunto (con regioni – stato – associazioni) e dopo aver acquisito con certezza l’attuale gettito complessivo introitato dallo Stato.

 Tutto ciò ovviamente presuppone come condizione l’abrogazione dell’attuale provvedimento sulla quadruplicazione.

 Ora dal momento che tutto langue e in assenza di risposte positive, la FIBA CONFESERCENTI, nell’interesse delle categorie rappresentate e dell’intero settore turistico, propone a tutte le altre associazioni di categoria, alle Cooperative degli operatori, di promuovere una nuova forte e unitaria iniziativa nazionale di protesta del settore, per tenere alta l’attenzione e affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità.

 In una stagione già in sé difficile, dove non mancano le preoccupazioni e dove abbiamo già perso un mese di lavoro, occorre rifare sentire la forza e le ragioni della categoria a chi ci ritiene una mucca da mungere per far cassa e a chi ci vuol far chiudere le attività mettendoci fuori mercato.

 In Emilia Romagna dove abbiamo una esperienza consolidata troviamoci e diamo il nostro contributo in questa direzione.

 Non possiamo essere trattati in questo modo”.