COMUNICATI STAMPA 

 

 

Prezzi: benzina e tariffe bloccano il calo dell’inflazione. Servono subito interventi per frenare la corsa al rialzo e rilanciare i consumi. I riflessi in provincia con il calo delle imprese del commercio
Una dichiarazione di Roberto Manzoni Presidente Provinciale Confesercenti

 “Caro-benzina e tariffe ancora una volta alimentano l'inflazione, nonostante la frenata dei prezzi in altri comparti, a cominciare da quelli alimentare e dell'abbigliamento. Inutile è stato dunque lo sforzo degli esercenti di assorbire gli aumenti dei prezzi alla produzione in marzo.

 I dati diffusi giovedì dall'Istat sull'andamento dell'inflazione e dei prezzi alla produzione smentiscono ancora una volta chi continua ad attribuire all'euro la responsabilità degli aumenti che risiedono piuttosto nella costante crescita del prezzo dei carburanti.

 Elementi questi che, oltre ad impedire la flessione del dato inflativo, contribuiscono ad aumentare i costi di gestione delle imprese, soprattutto piccole e medie, costringendole ad ulteriori sacrifici per evitare riflessi sui prezzi finali di vendita dei prodotti.

 Non solo, le aspettative sono di ulteriori incrementi del prezzo della benzina, peraltro già a livelli record, e della bolletta elettrica, con il rischio di rendere ancor più difficile un ulteriore calo dell'inflazione.

 Una prospettiva che rende ancora più urgenti da parte del Governo interventi in grado di frenare la corsa al rialzo del costo di carburanti (un bonus) e delle tariffe, ma anche di restituire potere d'acquisto alle famiglie per rilanciare i consumi e rendere duraturo il miglioramento del clima di fiducia delle imprese manifatturiere indicato dall'Isae.

 Questo è il tema più serio che si pone a livello nazionale anche per i riflessi che si stanno determinando in tutto il Paese e pure nella nostra Provincia. Riflessi testimoniati anche dall’andamento del registro delle imprese della Camera di Commercio che nel 1° trimestre del 2004 segna un saldo nel commercio di -71 aziende tra cui 41 negozi. Il saldo totale di tutti i settori è -186 imprese; crescono solo costruzioni e terziario”.