COMUNICATI STAMPA 

 

 

Inflazione: esauriti gli effetti dell’euro
Nuovi rischi per l’economia

Dichiarazione di Roberto Manzoni, Presidente Provinciale Confesercenti

 

Preannunciato in gennaio dall'errore di calcolo, il dato inflativo al 2,7% si è presentato in febbraio registrando la diminuzione delle spese sanitarie. Irrompe invece l'aumento del prezzo dei prodotti petroliferi che, condizionato dalla paura di una guerra con l'Iraq, è ormai prossimo a quota 40 dollari a barile e quindi ad un costo per la benzina di 1,157 euro al litro.

 "Un incremento - sottolinea il Presidente Provinciale della Confesercenti, Roberto Manzoni - che non mancherà di produrre effetti sui costi delle imprese e quindi sul prezzo finale dei prodotti ed al quale rischiano di sommarsi le eccessive richieste salariali da parte dei sindacati in occasione del rinnovo dei contratti di lavoro. Richieste favorite d'altronde da una inflazione programmata irrealistica".

 L'aumento del costo del petrolio e le prospettive di una ulteriore e preoccupante escalation del prezzo della benzina impongono il ripristino del bonus fiscale già pari a 0,15 centesimi per litro, stabilendo poi per il futuro la sterilizzazione automatica dell'IVA sugli aumenti.

 Il dato di febbraio registra la fine dell'effetto dell'euro sugli aumenti della distribuzione, ma le polemiche sui prezzi che stanno alimentando incertezza da parte dei consumatori rischiano di provocare danni pesanti all'economia.”

 

 

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