COMUNICATI STAMPA 

 

 

Nella finanziaria niente per commercio e turismo

Una dichiarazione di Roberto Manzoni Presidente Provinciale Confesercenti

 

 Una finanziaria negativa per le piccole imprese. E’ questo il giudizio della Confesercenti sulla manovra presentata da Governo. Nessuna risposta alle richieste di misure per il rilancio dei consumi. Nessun intervento fiscale significativo che consenta alle famiglie di recuperare potere d'acquisto ed alle imprese di recuperare competitività, permettendo all'economia italiana di ripartire. Niente inoltre per un altro settore vitale come il turismo settore quasi dimenticato.

 Con questa manovra, impostata su condoni e concordati, si raschia il fondo del barile per fare cassa. Soltanto dal concordato, infatti, l'esecutivo si aspetta entrate per tre miliardi di euro.

 Ma il giudizio negativo riguarda soprattutto la decisione di mettere sotto vigilanza i commercianti per combattere l'aumento dei prezzi. Spetta al mercato ed alla concorrenza decidere le punizioni e non allo Stato che invece, attraverso l'antitrust, deve impedire il formarsi di cartelli tra imprese. La libertà di scegliere rappresenta la migliore garanzia per i consumatori.

 D'altra parte, come si controllano e sanciscono gli aumenti dei prezzi alla produzione? Come si controllano e sanciscono gli aumenti delle tariffe, delle tasse e delle imposte locali e statali? Eppure si tratta di elementi che agiscono in varia misura sulla composizione finale dei prezzi. Lo stesso concordato fiscale dal quale il Governo si aspetta un incremento delle entrate del 9% rispetto al 2001 rappresenta un ulteriore drenaggio a carico delle imprese che inevitabilmente si riverbererà sui prezzi.

 Per non parlare dell’aumento assurdo del 300% sui canoni demaniali. Evidentemente il Governo è il primo da controllare per gli aumenti ingiustificati.