COMUNICATI STAMPA 

 

 

A proposito del Referendum del 15 giugno

non partecipiamo al voto

Un appello del Presidente Provinciale Roberto Manzoni

 “Domenica 15 giugno siamo chiamati al voto per 2 referendum. Su uno di questi (l'estensione dell'art. 18 alle imprese con meno di 16 dipendenti) abbiamo espresso da tempo la nostra convinta contrarietà. Le motivazioni di questa posizione trovano il loro fondamento nelle caratteristiche e nella natura delle piccole imprese.

 Il  reintegro obbligatorio nel posto di lavoro è una ipotesi che non si adatta alle caratteristiche del rapporto che si instaura tra datore di lavoro e lavoratori in imprese di piccole dimensioni come le nostre.

 Si tratta infatti sempre anche di un rapporto personale basato sulla quotidianità, la fiducia e la condivisione degli obiettivi dell'impresa e dunque su atteggiamenti fortemente collaborativi.

 Il fatto inoltre che detto rapporto si svolga normalmente in spazi limitati, da un lato rafforza le caratteristiche suddette, dall'altro rende ancor più improponibile l'ipotesi che la continuazione della collaborazione non sia il frutto della comune volontà delle parti, ma venga, imposta da un terzo: un giudice.

 Da tutto ciò deriva che l'estensione dell'articolo 18 frenerebbe la capacità occupazionale delle piccole imprese ed allargherebbe il già patologico ambito dell'economia sommersa.

 Lo strumento referendario per quanto legittimo non è idoneo ad affrontare problemi complessi come questo, problemi che debbono trovare invece la loro soluzione nel confronto e nella dialettica tra le parti sociali: sindacati e associazioni.

 Anche per questo come Confesercenti abbiamo espresso la nostra contrarietà ad un metodo che assegna alla schematica logica referendaria problemi che richiedono soluzioni molto più articolate di quelle che possono derivare da un si o un no.

 I problemi delle nostre imprese, i loro reali bisogni sono ben altri. Su questi come sugli interessi sostanziali dei lavoratori delle piccole imprese bisogna spostare l'attenzione e il confronto politico e sindacale.

 Sono in diversi, a partire dai livelli istituzionali e di governo che stanno utilizzando questa occasione di divisione per non affrontare i problemi delle piccole imprese, su cui abbiamo lanciato vari appelli, finora inascoltati.

 Da queste succinte riflessioni deriva il giudizio negativo della Confesercenti al referendum. Posizione su cui ci siamo ritrovati con le altre associazioni imprenditoriali, sia a livello nazionale che locale.

 E' venuta maturando nelle ultime settimane la scelta di una campagna elettorale indirizzata alla non partecipazione al voto, non come disimpegno, ma come scelta politica. Non voto come convinto rifiuto dell'esproprio che si opererebbe con il referendum ai danni dei soggetti sociali naturali titolari di interessi e di ricerca di soluzioni.

 Un'astensione dal voto da parte mia è intesa come astensione attiva e come scelta sindacale e comportamento democratico. Tutt'altro che agnosticismo, o peggio qualunquismo.

 Una scelta chiara e netta a tutela delle nostre imprese e del ruolo di rappresentanza delle Associazioni datoriali: la nostra indicazione è per il non voto.

 E' un approccio impegnativo e forte, assunto in piena autonomia. Ne siamo consapevoli, ma è la prima indicazione al fine di non far riuscire il referendum”.

 Roberto Manzoni
Presidente Provinciale Confesercenti