COMUNICATI STAMPA 

 

Vendite sottotono durante le Festività

Dalla consueta verifica effettuata dalla Confesercenti, su un campione di 150 aziende associate a livello provinciale (di diverse tipologie), sull’andamento delle vendite durante le festività, emerge un dato in sintonia con quello complessivo dell’anno, con più ombre che luci.

Sono confermate le difficoltà del commercio per la tendenza prolungata e generale alla contrazione dei consumi, specialmente per i prodotti di fascia medioalta.

Non è venuta meno la tradizione del regalo e degli acquisti, ma si conferma una maggiore attenzione ai prodotti e al loro costo.

Per alcune tipologie una parziale incidenza sull’andamento delle vendite è stata determinata anche dalle condizioni metereologiche (il clima meno freddo della media stagionale, così come alcune giornate di pioggia che hanno penalizzato lo shopping e alcuni mercati).

Il dato medio come sempre è frutto di andamenti differenziati e a “macchia di leopardo”, sia per tipologie di vendita che per territorio, con alcune accentuazioni.

Mediamente registrano stabilità e tenuta: alimentari, dolciumi, ristoranti, bar, giocattoli e profumerie, in flessione: oggettistica, l’abbigliamento (con differenziazioni), le calzature, frutta e verdura, le gioiellerie, in leggero aumento libri ed erboristerie.

Andamento differenziato, ma mediamente in calo per locali da ballo, del divertimento e per gli alberghi.

Il Presidente provinciale della Confesercenti Roberto Manzoni ha così commentato questa indagine svolta dall’Associazione .... “le vendite di queste festività non hanno purtroppo consentito di recuperare le perdite verificatesi nel corso del 2002.

Ci auguriamo ora un trend favorevole per la stagione dei saldi che partirà il 17 e che vedranno quest’anno una particolare ricchezza di offerta a tutto vantaggio dei consumatori.

Ribadiamo ancora una volta che servono adeguati interventi e non condoni, per favorire la ripresa economica e il miglioramento del clima di fiducia nei consumatori altrimenti anche il 2003 rischia di essere un anno nuovamente difficile per il settore commerciale, così come occorre garantire l’equilibrio nella rete distributiva senza accentuare la presenza della grande distribuzione”.

 

 


 

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